UN ARBITRO CAVALIERE

Quando Luca Sostini ha accettato l’incarico di fare da sostituto medico di base nel comune di Vo’ (PD), probabilmente non immaginava a cosa andava incontro. Luca è un arbitro della Sezione di Este (“assistente arbitrale in forza al CRA Veneto”, ci tiene a ricordare) e da qualche tempo la sua quotidianità è cambiata radicalmente: “Ogni giorno al mattino presto vado a ritirare i DPI (dispositivi protezione individuali, termini che ormai sono – ahinoi – diventati di uso comune anche a chi i rischi seri non li ha mai neanche sfiorati) completi di tuta con cappuccio, completa fino ai piedi e mascherina: si insomma, sembro uno di quelli di CSI” conferma sorridendo il Dr. Sostini.
E poi? “E poi lo stato d’animo cambia: non appena passi il cordone sanitario delle forze dell’ordine sembra di entrare in un altro pianeta. si è passati dalla quasi curiosità dei primi giorni alla stanchezza perché non sai quando la situazione di allerta finirà o meno”. Facciamo chiarezza: cosa fa un medico in queste condizioni? “Fai da filtro per il SSN. In caso di paziente sospetto senza sintomi lo visiti e immediatamente lo segnalo via mail all’unità operativa di Padova che gestirà la cosa; in caso di paziente con sintomi, il tampone arriva quasi subito: nel complesso siamo bravi, però..”. La sensazione è che non siamo formati per gestire pandemie.. “Diciamo che un medico militare sarebbe più a suo agio in queste condizioni. Il personale della sanità pubblica non è formato per emergenze sanitarie di questa portata”. Però essere un arbitro è un valore aggiunto no? “Assolutamente. Soprattutto nei primi giorni a Vo’ dove non c’era organizzazione completa, il fatto di essere abituato a far rispettare le regole mi ha permesso di affrontare con lucidità le situazioni complicate, una specie di senso del dovere”. Quanto ti manca il terreno di gioco? “Tantissimo, come tutto il resto: l’attività al polo, il confrontarmi con gli associati dal vivo..” Chissà tra quanto tempo potremo tornare in campo: “Ci vorrà ancora parecchio, le misure di contenimento sono arrivate in maniera non omogenea e bene ha fatto il governo a bloccare le attività lavorative non essenziali”. Luca manda un augurio agli arbitri e calciatori italiani: “A tutti gli sportivi auguro di tornare a calcare i campi del nostro paese al più presto possibile, per poter riassaporare la libertà di muoversi e di giocare a calcio”.

Ora che l’emergenza è alle spalle, è arrivata anche la nomina a Cavaliere al merito dal Presidente Mattarella per il grande lavoro svolto durante l’emergenza COVID, con conseguente capatina a Marghera durante le famose conferenze stampa del Governatore del Veneto Luca Zaia: “E’ stata una grossa soddisfazione, speriamo di essere ad esempio per tutti i medici del nostro territorio”.
Insomma, un medico eroe è pure un arbitro, che sia solo un caso?
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