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	<title>Senza categoria Archivi - AIA - Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Este</title>
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	<description>Sito Ufficiale degli Arbitri della Bassa Padovana</description>
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	<title>Senza categoria Archivi - AIA - Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Este</title>
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		<title>Socio fondatore, punto di riferimento nazionale, esempio per le nuove leve: parola a Lucio Berto, colonna storica della nostra sezione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 17:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il servizio di oggi diamo la parola ad una delle colonne «storiche» della nostra sezione: parliamo di Lucio Berto, 61 anni, per lungo tempo punto di riferimento in ambito nazionale, che è stato pure socio fondatore sia dell’AIA di Este che di Conselve. «Sono diventato arbitro a Rovigo nel<a class="moretag" href="https://www.aiaeste.it/socio-fondatore-punto-di-riferimento-nazionale-esempio-per-le-nuove-leve-parola-a-lucio-berto-colonna-storica-della-nostra-sezione/"> Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il servizio di oggi diamo la parola ad <strong>una delle colonne «storiche» della nostra sezione: parliamo di Lucio Berto, 61 anni, per lungo tempo punto di riferimento in ambito nazionale, che è stato pure socio fondatore sia dell’AIA di Este che di Conselve.</strong></p>
<div id="attachment_3109" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3109" class="size-medium wp-image-3109" src="https://www.aiaeste.it/wp/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" srcset="https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-300x171.jpg 300w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-1024x584.jpg 1024w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-768x438.jpg 768w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-1536x875.jpg 1536w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-200x114.jpg 200w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto-690x393.jpg 690w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2022/03/Lucio-Berto.jpg 1804w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3109" class="wp-caption-text">Lucio Berto in una bella immagine che lo ritrae alla direzione di un match della Nazionale Piloti di Formula 1</p></div>
<p>«<em>Sono diventato arbitro a Rovigo nel 1976 ed è stata la fortuna della mia vita, perché mi ha condizionato anche a livello professionale</em> – <strong>le parole del diretto interessato</strong> – <em>I tempi erano diversi, le disponibilità limitate: essere direttore di gara, in un certo senso, ti poneva ad un livello superiore. Ho raggiunto il salto in Regione a 19 anni, ero il più giovane del Veneto: l’Eccellenza ancora non esisteva e c’erano soltanto due gironi di Promozione. In sezione sono stato per sei anni il segretario del presidente Giovanni Morelli, poi ho fatto due mandati nel consiglio direttivo e altrettanti da revisore dei conti, per un totale di sedici stagioni. Giovanni mi ha educato come un padre, trasmettendomi un’impostazione personale che conservo tuttora nella mia vita professionale di dirigente aziendale. Dal punto di vista arbitrale la “selezione” mi ha bloccato in Regione, in quanto eravamo in tanti per pochissimi posti, ma ho continuato come assistente arrivando fino alla CAN C. Nei miei sette anni nazionali ho affiancato diversi arbitri che sono poi diventati fischietti e dirigenti di serie A. Con alcuni di loro conservo ancora oggi un bel rapporto di amicizia: cito ad esempio Roberto Rosetti, Matteo Trefoloni, Paolo Dondarini, Massimiliano Saccani, Tiziano Pieri. L’elenco, per fortuna, è davvero molto lungo</em>».<br />
<strong>Tra le numerose esperienze vissute sul rettangolo verde, Lucio ne ricorda una con particolare emozione.</strong><br />
«<em>A fine carriera ho avuto l’opportunità di dirigere un’amichevole di prestigio a Padova tra i piloti di Formula Uno e gli industriali. Anche mio figlio ha fatto l’arbitro: si è fermato a 19 anni in Eccellenza, ma si è laureato in Ingegneria con 110 e lode. Dico questo perché la scuola arbitrale è anche una scuola di vita, che consiglierei a molti genitori: basti pensare che Thomas, con il “piglio arbitrale”, a soli 21 anni ha fondato una start-up in H-Farm a Roncade. Una volta uscito dalla CAN C ho poi sostenuto l’esame di Osservatore Arbitrale, ruolo che svolgo tuttora con successo e passione nelle massime categorie regionali. Spero di poter continuare a lungo per riuscire a trasmettere alle giovani leve la mia positiva esperienza</em>».</p>
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		<title>Numeri da record per il nuovo corso arbitrale. Raccolte circa venti adesioni dai 14 anni in su: metà sono ragazze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2021 14:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una realtà in continua crescita, che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Numeri incredibili per la sezione AIA di Este, che ieri sera ha presentato ufficialmente il nuovo corso arbitrale nella sala comunale del municipio di Ospedaletto Euganeo. Un corso per certi versi «storico», visto che ha raccolto l’adesione di<a class="moretag" href="https://www.aiaeste.it/numeri-da-record-per-il-nuovo-corso-arbitrale-raccolte-circa-venti-adesioni-dai-14-anni-in-su-meta-sono-ragazze/"> Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una realtà in continua crescita, che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Numeri incredibili per la <strong>sezione AIA di Este</strong>, che ieri sera ha presentato ufficialmente il <strong>nuovo corso arbitrale</strong> nella <strong>sala comunale del municipio di Ospedaletto Euganeo</strong>.<br />
Un corso per certi versi «storico», visto che ha raccolto l’adesione di circa <strong>venti ragazzi del territorio dai 14 anni in su</strong>: di questi, <strong>metà sono ragazze</strong>. Ad ulteriore conferma che le «<em>quote rosa</em>» nel mondo arbitrale sono in continua e vertiginosa ascesa: e che il «fascino del fischietto» inizia a fare una certa presa anche in ambito femminile.<br />
Proprio sulla parità di genere si focalizza <strong>il commento di Ilie Rizzato, presidente della nostra sezione</strong>.</p>
<div id="attachment_2875" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2875" class="size-medium wp-image-2875" src="https://www.aiaeste.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-300x225.jpg 300w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-1024x768.jpg 1024w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-768x576.jpg 768w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-200x150.jpg 200w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este-690x518.jpg 690w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Nuovo-corso-arbitrale-Aia-Este.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2875" class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine della serata di presentazione del nuovo corso arbitrale</p></div>
<p>«In questa attività non esistono differenze tra uomini e donne. Per noi l’arbitro è semplicemente l’arbitro, senza distinzioni. Ecco perché è assolutamente normale vedere delle ragazze dirigere partite maschili o degli uomini arbitrare il calcio femminile, oltre ad assistere a numerose gare con terne miste».<br />
<strong>Il presidente Rizzato analizza con legittima soddisfazione il grande successo del nuovo corso arbitrale.</strong><br />
«Siamo riusciti a mettere in piedi un’iniziativa davvero speciale. Oltre ad avere tanti ragazzi, abbiamo anche tante ragazze: il modo migliore per raccogliere l’invito che ci arriva sia dall’AIA centrale che dalla Uefa, finalizzato al coinvolgimento delle donne nel mondo del calcio. L’altra nota significativa riguarda l’adesione di tanti giovani, dai 14 ai 17 anni: un target d’età che negli ultimi mesi ha vissuto grosse difficoltà, tra le ripercussioni della pandemia e la scuola non in presenza. Avvicinarsi al mondo arbitrale cambia la vita in positivo, migliorando le prestazioni personali e atletiche e garantendo a questi ragazzi un percorso di crescita veramente importante. Il successo di questa iniziativa, per noi che rappresentiamo il mondo arbitrale della Bassa Padovana, è motivo di enorme orgoglio: nonché, al tempo stesso, un punto di partenza importante per guardare con fiducia ed entusiasmo ai traguardi futuri».<br />
<strong>Alla serata di presentazione del nuovo corso, che scatterà venerdì 21 maggio e si concluderà il 14 giugno con l’esame finale, è intervenuto anche il Comitato Nazionale dell’AIA nella figura di Katia Senesi: una partecipazione che ha ribadito l’importanza delle numerose opportunità offerte dall’attività arbitrale, anche in termini di crescita umana, sportiva e professionale.</strong><br />
«Portate i vostri amici e le vostre amiche a fare l’arbitro – il messaggio di Katia – Vi divertirete e vi cambierà la vita. Perché chi diventa arbitro, poi lo rimane per sempre».<br />
All’incontro di ieri sera, oltre ai futuri direttori di gara, erano presenti anche numerosi genitori: un’ulteriore testimonianza del solido patto sociale da sempre presente tra l&#8217;AIA e le famiglie, che ha come assoluta priorità la crescita personale dei ragazzi.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.aiaeste.it/numeri-da-record-per-il-nuovo-corso-arbitrale-raccolte-circa-venti-adesioni-dai-14-anni-in-su-meta-sono-ragazze/">Numeri da record per il nuovo corso arbitrale. Raccolte circa venti adesioni dai 14 anni in su: metà sono ragazze</a> proviene da <a href="https://www.aiaeste.it">AIA - Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Este</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;esordio quasi per caso alla straordinaria scalata fino al professionismo: la meravigliosa favola di Luca Candeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 15:47:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo appuntamento della rubrica di interviste: oggi il focus è dedicato ad un’altra colonna portante della nostra sezione, Luca Candeo, che dopo aver mosso i primi passi nelle categorie giovanili si è reso protagonista di una scalata irresistibile fino alla Lega Pro. «Sono entrato nella grande famiglia arbitrale l’11 dicembre<a class="moretag" href="https://www.aiaeste.it/dallesordio-quasi-per-caso-alla-straordinaria-scalata-fino-al-professionismo-la-meravigliosa-favola-di-luca-candeo/"> Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2868" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2868" class="size-medium wp-image-2868" src="https://www.aiaeste.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo-300x200.jpg 300w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo-768x511.jpg 768w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo-200x133.jpg 200w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo-690x459.jpg 690w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/05/Luca-Candeo.jpg 978w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2868" class="wp-caption-text">Luca Candeo, classe 1983: un&#8217;ascesa vertiginosa dai campi di periferia alla Lega Pro</p></div>
<p>Secondo appuntamento della rubrica di interviste: oggi il focus è dedicato ad un’altra colonna portante della nostra sezione, <strong>Luca Candeo</strong>, che dopo aver mosso i primi passi nelle categorie giovanili si è reso protagonista di una <strong>scalata irresistibile fino alla Lega Pro</strong>.<br />
«Sono entrato nella grande famiglia arbitrale l’11 dicembre del 2004 – rivela il diretto interessato, monselicense, classe 1983 – Un ingresso un po’ tardivo, perché di solito è consigliato farlo a 15/16 anni per avere margini di carriera. Io avevo già superato i 20 e ricordo di aver intrapreso quest’avventura in modo assolutamente casuale, grazie a qualche volantino visto qua e là e ad una chiacchierata con Michele Marconato, amico di mio fratello e compagno di sezione. Venivo da un ambiente completamente diverso, visto che giocavo a pallanuoto e che la mia disciplina principale era da sempre il nuoto. Il calcio è sempre stato una grande passione e l’avevo praticato da ragazzino senza particolari velleità. Il mondo arbitrale mi incuriosiva e nel giro di un anno e mezzo sono stato promosso a livello regionale. Normalmente il percorso sezionale si sviluppa in Giovanissimi, Allievi, Juniores, Terza e Seconda Categoria: la mia è stata una scalata piuttosto rapida, che mi ha portato ad arbitrare le categorie giovanili regionali e le gare di Eccellenza e Promozione».<br />
<strong>L’ascesa di Luca è irresistibile e dopo tre anni e mezzo arriva un’ulteriore promozione alla CAI, il Comitato Arbitrale Interregionale.</strong><br />
«Si tratta della prima categoria nazionale, che si occupa di gestire la direzione delle partite italiane più complicate di Eccellenza e Promozione. Di solito vengono affidate ad un arbitro che viene da fuori regione e io venni designato per Vittoria-Ragusa, big-match siciliano che metteva di fronte le prime due della classifica. Nel luglio del 2011 mi hanno promosso in CAN D, dove sono rimasto due stagioni con cui ho conquistato il salto in Lega Pro: una soddisfazione enorme, frutto di sacrifici e duro lavoro. Lì si inizia a respirare un clima di vero professionismo, perché dirigi partite di un certo livello e cominci ad essere designato come quarto uomo in serie B o per arbitrare qualche amichevole di serie A. Inoltre entri pure nella Coppa Italia dei grandi, la Tim Cup, dove vieni mandato a dirigere alcune gare dei primi turni che si disputano a fine estate. Purtroppo, oltre alle gioie, sono arrivati pure i dolori: già al primo anno di serie C sono partito in ritardo per colpa di uno stiramento. Fortunatamente mi sono ripreso e a fine torneo mi hanno pure gratificato con il “<em>Premio Nobile</em>”, ambito riconoscimento riservato all’arbitro che si era maggiormente messo in luce in C/2. Di quella stagione ho un ricordo indelebile legato all’incontro con un grande maestro, che mi ha dato tantissimo sia nel calcio che nella vita: Stefano Farina. Dal secondo anno di C, purtroppo, è stato un calvario di infortuni: un’odissea interminabile, che mi ha compromesso la carriera fino al ritiro. Mi venne subito proposto di fare l’assistente in serie B: ci ho provato, ma al test di selezione uno strappo muscolare di diciotto centimetri mi ha convinto a dire basta».<br />
<strong>Nel 2018 Luca entra a far parte del Comitato Regionale Veneto.</strong><br />
«Mi occupavo dei giovani arbitri dalla Prima Categoria all’Eccellenza, ma dopo un anno ho dato le dimissioni. Ho tre figli e gli impegni familiari, oltre logicamente a quelli di lavoro, rendevano troppo complicato dover uscire tutte le domeniche per ottemperare ai compiti istituzionali. Ad oggi sono responsabile di un polo atletico nazionale a Rovigo, dove ho due assistenti di serie A, un arbitro di serie A di calcio a 5 e un paio di assistenti di serie C: è un polo biomedico che si occupa della loro preparazione atletica. Inoltre continuo l’attività di osservatore sezionale, seguendo i giovani arbitri che magari passano dalla Juniores alla Terza Categoria».<br />
<strong>Quali sono le partite che ti sono rimaste maggiormente nel cuore?</strong><br />
«Impossibile dimenticare quella dell’esordio assoluto, a Stanghella, in cui avevo come tutor Egidio Sacco, figura storica della nostra sezione. La stagione vissuta in CAI è stata qualcosa di straordinario: il big-match tra Vittoria e Ragusa, la finale della Coppa Italia calabra giocata ai mille all’ora fino ai tempi supplementari. In serie D ricordo un Cosenza-Messina e un Ancona-Sambenedettese. In C/2 Stefano Farina venne a vedermi in Cosenza-Chieti: saperlo in tribuna a visionarti e vederlo poi entrare in spogliatoio sono cose che ti segnano. Fu proprio lui, poche settimane dopo, a farmi debuttare in C/1 all’Atleti Azzurri d’Italia con l’AlbinoLeffe. E come dimenticare la semifinale di Coppa Italia Primavera tra Juventus e Lazio, le amichevoli di serie A con Napoli e Lazio, l’Under 21 italiana o lo stesso Torneo di Viareggio, altra esperienza meravigliosa per un arbitro».<br />
<strong>Come consiglieresti, ad un giovane, di affacciarsi a questo mondo?</strong><br />
«Diventare arbitro ti fa crescere tantissimo sul piano umano. Parlo di esperienze di vita, di responsabilità, di sapersi arrangiare per essere indipendente in giro per l’Italia. A 22/23 anni parti con una borsa e vieni lanciato come una pallina da flipper: ti danno un biglietto aereo, ti dicono dove andare a dormire e poi tocca a te. Ai miei tempi i voli e gli hotel dovevi cercarli tu: sceglievi e partivi, per un ragazzino non è semplice. Arbitrando ti puoi togliere delle soddisfazioni incredibili: mai avrei pensato, facendo un corso a 20 anni, di prendermi tutte le gioie che l’Aia mi ha regalato. I calciatori sono i protagonisti assoluti e indiscussi del gioco: l’arbitro deve solo fare da “<em>garante</em>” per il rispetto delle regole, ma per riuscirci servono una preparazione tecnica e atletica di primissimo livello. Senza trascurare l’aspetto mentale: il calciatore è in un contesto-squadra mentre l’arbitro è da solo e spesso si trova a gestire, in una frazione di secondo, situazioni più grandi di lui. Basti pensare a cosa viene chiesto ad un ragazzo appena maggiorenne spedito in Seconda o Terza Categoria, dove deve sapersi imporre con dirigenti e atleti ben più vecchi di lui. Fare l’arbitro è una grande palestra di vita, perché ti porta a capire l’importanza di prendere una decisione difficile in pochissimi istanti: già prima di una gara sei consapevole che sbaglierai qualcosa, ma tutto questo rappresenta un incredibile bagaglio di crescita. In un certo senso è una metafora di ciò che succede nella vita: ci sono gli alti e i bassi, non bisogna esaltarsi troppo dopo una partita fatta bene o deprimersi quando le cose vanno male. Devi sempre trovare la forza di rialzarti».</p>
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		<title>Viaggio alla scoperta della nostra sezione: intervista a tutto tondo a Valentina Cortelazzo, donna di punta dell&#8217;AIA di Este</title>
		<link>https://www.aiaeste.it/viaggio-alla-scoperta-della-nostra-sezione-intervista-a-tutto-tondo-a-valentina-cortelazzo-donna-di-punta-dellaia-di-este/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 06:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’articolo di oggi andiamo ad inaugurare una nuova rubrica del nostro sito: la rubrica delle interviste, con cui ci daremo appuntamento una volta a settimana per parlare dei nostri ragazzi e farveli conoscere meglio.La copertina di questo primo servizio è tutta di Valentina Cortelazzo, classe 1993, donna di punta<a class="moretag" href="https://www.aiaeste.it/viaggio-alla-scoperta-della-nostra-sezione-intervista-a-tutto-tondo-a-valentina-cortelazzo-donna-di-punta-dellaia-di-este/"> Leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aiaeste.it/viaggio-alla-scoperta-della-nostra-sezione-intervista-a-tutto-tondo-a-valentina-cortelazzo-donna-di-punta-dellaia-di-este/">Viaggio alla scoperta della nostra sezione: intervista a tutto tondo a Valentina Cortelazzo, donna di punta dell&#8217;AIA di Este</a> proviene da <a href="https://www.aiaeste.it">AIA - Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Este</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’articolo di oggi andiamo ad inaugurare una nuova rubrica del nostro sito: la rubrica delle interviste, con cui ci daremo appuntamento una volta a settimana per parlare dei nostri ragazzi e farveli conoscere meglio.<br />La copertina di questo primo servizio è tutta di <strong>Valentina Cortelazzo</strong>, <strong>classe 1993</strong>, donna di punta della sezione Aia di Este.</p>
<div id="attachment_2850" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2850" class="wp-image-2850 size-medium" src="https://www.aiaeste.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/Valentina-Cortelazzo-e1618994604734-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/04/Valentina-Cortelazzo-e1618994604734-300x224.jpg 300w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/04/Valentina-Cortelazzo-e1618994604734-200x149.jpg 200w, https://www.aiaeste.it/wp-content/uploads/2021/04/Valentina-Cortelazzo-e1618994604734.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2850" class="wp-caption-text">Valentina Cortelazzo, classe 1993, punta di diamante della sezione Aia di Este</p></div>
<p><br />«Mi sono affacciata all’arbitraggio nel maggio del 2018 e l’ho fatto abbastanza casualmente: mia mamma aveva visto il volantino in piazza e me ne aveva subito parlato. Pur avendo praticato altri sport, seguo il calcio fin da piccola e ne sono sempre stata una grande appassionata. Ad essere onesta ho iniziato il corso con tanti dubbi, perché non sapevo bene cosa mi aspettasse: è un mondo prettamente maschile e fino a quel momento non avevo mai visto una ragazza arbitrare. Tuttavia non ne ero spaventata e ho esordito il 30 settembre del 2018 a Villa Estense, nel campionato provinciale Giovanissimi: ricordo che ero molto agitata, perché mi trovavo per la prima volta a dover gestire da sola quaranta persone tra calciatori e dirigenti. Poi, con il passare dei minuti, mi sono sentita sempre più a mio agio e mi sono pure divertita un sacco: nonostante avessi ancora tutto da imparare, le emozioni erano veramente fortissime».<br /><strong>Da cosa nasce cosa e l’avventura arbitrale di Valentina inizia presto a spiccare il volo.</strong><br />«A gennaio 2019, quindi pochi mesi dopo, l’allora presidente Enrico Zago mi ha consigliato di provare ad entrare nel mondo del futsal: mi diceva che, per una questione di età, avrei avuto l’opportunità di fare strada. Il debutto è arrivato il 30 gennaio a Pressana, campionato Esordienti. Partita dopo partita mi sono appassionata sempre di più al calcio a 5: uno sport molto più veloce, in spazi molto più stretti, dove non ci si può permettere di perdere la concentrazione nemmeno per un istante. Salendo di categoria, mi sono ritrovata a dovermi confrontare con atleti anche più grandi di me, per esempio in serie D. Ora arbitro a livello regionale, anche se purtroppo l’emergenza sanitaria mi ha consentito di dirigere solo due partite. In questo periodo di stop dei campionati, sto continuando l’attività come cronometrista in Under 19 Nazionale, affiancando colleghi che arbitrano in categorie più alte».<br /><strong>Valentina fa parte del progetto «<em>Talent e Mentor</em>», con cui prosegue la formazione online attraverso la visione e l’analisi di videoquiz di situazioni di gioco.</strong><br />«Consiglierei a tutti i ragazzi e alle ragazze di intraprendere questa strada, perché regala una serie di emozioni e di esperienze che difficilmente si possono trovare altrove. È un continuo mettersi alla prova e sfidare sé stessi: un continuo cercare di prendere la decisione giusta in tempi rapidissimi e avere il coraggio di prenderla, malgrado possa essere impopolare, oltre che imparare a sostenerla, nonostante le proteste o i fischi che possono arrivare. Questo, a mio avviso, aiuta nella vita a tutto tondo: rafforza la personalità, il mantenere il confronto e le proprie decisioni con gli altri. Ti fa diventare più determinato nel raggiungere gli obiettivi e ti insegna ad affrontare e a gestire al meglio qualsiasi evento inaspettato. Alle ragazze in particolare, soprattutto a quelle a cui piace il calcio, consiglio di intraprendere questo percorso e le invito ad una riflessione: da giocatrici di calcio o anche di altri sport, quante possibilità concrete avete di emergere e di arrivare ad alti livelli? Qui si può! Arrivando a calcare campi di prestigio assolutamente al pari dei ragazzi. Bastano passione e impegno!».</p>


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<p>L'articolo <a href="https://www.aiaeste.it/viaggio-alla-scoperta-della-nostra-sezione-intervista-a-tutto-tondo-a-valentina-cortelazzo-donna-di-punta-dellaia-di-este/">Viaggio alla scoperta della nostra sezione: intervista a tutto tondo a Valentina Cortelazzo, donna di punta dell&#8217;AIA di Este</a> proviene da <a href="https://www.aiaeste.it">AIA - Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Este</a>.</p>
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